Infissi: importanza di una posa in opera qualificata

Se hai intenzione di installare dei nuovi infissi in PVC in casa, fai attenzione alla fase della posa in opera. Questo passaggio, infatti, incide per il 75% sul risultato finale del lavoro. Cosa significa tutto questo? Che non basta acquistare un buon infisso perché un’installazione non corretta potrebbe vanificarne tutta l’utilità.

Il vero valore aggiunto di una posa in opera qualificata

Al momento dell’acquisto di nuovi infissi, raramente ci si concentra sulla fase cruciale della posa in opera. Realizzare in modo corretto quest’ operazione, infatti, garantisce una durata di almeno 30 anni al nostro infisso. La normativa che disciplina la corretta posa in opera di una porta o di una finestra nell’ambito di una nuova costruzione, è la UNI 11673.


Diverso è il caso di posa di una porta in un contesto di ristrutturazione o riqualificazione. In queste situazioni si lavora senza una progettazione preventiva e in strutture che esistono da decenni e sono state realizzate con materiali e tecniche obsolete, senza il minimo riguardo al risparmio energetico e all’isolamento.

Anche grazie ai numerosi incentivi e bonus fiscali sono aumentate le richieste di sostituzione degli infissi. Ciò permette di rendere più efficiente, dal punto di vista energetico, la propria casa.

Qualunque sia la motivazione che ci spinge a sostituire i nostri vecchi infissi, dobbiamo sempre essere certi di aver affidato il lavoro a dei professionisti del settore con tutte le competenze tecniche necessarie per svolgere una corretta sostituzione e posa in opera dei nuovi infissi.

Le diverse tecniche di posa in opera degli infissi


Uno dei più conosciuti sistemi di posa in opera è quello in sovrapposizione. È la soluzione più richiesta perché è molto rapida ed economica. Viene proposta come tecnica poco invasiva ma, in realtà, questa soluzione non è certo la migliore; anzi è sempre meglio diffidare da chi suggerisce questo intervento perché, tra tutti, è sicuramente quello che richiede minor cura e competenze. In questo caso, infatti, la nuova porta viene posata utilizzando il telaio esistente, ma i vecchi serramenti erano più leggeri rispetto a quelli attuali e la tenuta nel tempo ne risulta compromessa.


La scelta migliore, quindi, è la posa in sostituzione. Questa tecnica prevede che il vecchio serramento venga completamente smontato per poi installare quello nuovo seguendo i criteri di posa che rispettano le norme vigenti in materia. Questo modo di operare garantisce maggiore luminosità alla casa, un fissaggio più duraturo nel tempo e l’assenza di spifferi o infiltrazioni di acqua.

Quali sono i dettagli da conoscere sulla posa in opera


Per ottenere una dichiarazione di posa in opera regolare e valida è necessario che questa comprenda la certificazione delle competenze tecniche del posatore che ha effettuato il lavoro. Un esempio è l’ottenimento del livello EQF4, oltre che dei materiali e delle tecniche utilizzate (questi punti sono previsti nella UNI 11673).

Gli elementi possono determinare il buon risultato di una corretta e qualificata posa in opera sono:

Il controtelaio metallico


Spesso, soprattutto negli anni ottanta, capitava di installare i vecchi serramenti (che di solito erano in alluminio con il classico color bronzo) su un controtelaio metallico, trascurando un dettaglio importante: metallo è un ottimo conduttore che abbassa la temperatura delle superfici con cui viene a contatto. Il fenomeno che ne deriva è il cosiddetto “ponte termico.” La criticità può essere risolta attraverso due soluzioni: la prima consiste in un taglio in direzione longitudinale che attraversa tutto il controtelaio in modo da interrompere il ponte termico.
La seconda soluzione, la migliore in assoluto, è togliere il controtelaio dal muro e cambiarlo. Così si elimina la presenza del metallo evitando anche l’insorgere della muffa.

Il davanzale passante

Quando si effettua un intervento di riqualificazione e ci si trova ad affrontare la criticità di un davanzale passante, il metodo migliore per risolvere il problema è fare, un taglio trasversale sulla soglia attraverso un apposito macchinario. Questo genera un taglio termico tra la sezione interna ed esterna del davanzale. Viene così evitato il contatto tra la parte esterna all’abitazione e quella che si trova invece all’interno.

Gli spifferi provenienti dal cassonetto


Uno dei problemi più importanti da risolvere quando si riqualifica una porta da interno è il cassonetto che, nella maggior parte degli edifici con vecchi serramenti, ha al suo interno anche un avvolgibile. Se anche tu ti trovi in questa situazione, devi provvedere a isolare il vecchio cassonetto. In questo modo otterrai anche degli importanti sgravi fiscali e potrai risparmiare energia, denaro e avrai un maggiore isolamento acustico.
L’intervento migliore è quello che elimina il vecchio cassonetto, ove possibile, inserendo un cassonetto ispezionabile e isolante (non un semplice pannello in PVC, ma un rivestimento adeguato all’isolamento). Questa soluzione migliorerà anche l’estetica dei vostri spazi interni.

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